Permesso di soggiorno grazie al decreto flussi 2018: ecco i numeri e quando fare la richiesta

Il decreto flussi di ogni anno è un’opportunità per alcune categorie di stranieri di entrare in Italia legalmente per svolgere attività lavorative in alcuni settori di lavoro. Coloro che riescono ad entrare in Italia possono anche chiedere un permesso di soggiorno dopo aver chiesto il nulla osta al lavoro e il visto per lavoro. Lo stesso decreto flussi riguarda anche la conversione di alcuni tipi di permessi di soggiorno da un motivo all’altro. Vediamo brevemente i numeri previsti nel decreto flussi 2018, come bisogna fare la domanda e le principali date.


Fonte: :http://permessodisoggiorno.org/permesso-di-soggiorno-grazie-al-decreto-flussi-2018-ecco-i-numeri-e-quando-fare-la-richiesta/

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Gentiloni: ius soli, non ci sono le condizioni per l’ok entro l’estate

Roma, 17 luglio 2017 L’approvazione del disegno di legge sullo ius soli non potrà arrivare entro l’estate. E0 questo il parere del premier Paolo Gentiloni. “Tenendo conto delle scadenze urgenti non rinviabili in calendario al Senato e delle difficoltà emerse in alcuni settori della maggioranza non ritengo ci siano le condizioni per approvare il ddl sulla cittadinanza ai minori stranieri nati in Italia prima della pausa estiva. Si tratta comunque di una legge giusta. L’impegno mio personale e del governo per approvarla in autunno rimane”, ha affermato in una nota il presidente del Consiglio.


Fonte: http://stranieriinitalia.it/attualita/attualita/attualita-sp-754/gentiloni-ius-soli-non-ci-sono-le-condizioni-per-l-ok-entro-l-estate.html

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Renzi: il pd è a favore dello ius soli

Roma, 11 luglio 2017 - Il Pd è schierato a favore dello ‘ius soli’, Matteo Renzi lo ribadisce a Zapping. “Io sono per lo ius soli. Il Pd è per lo ius soli, lo confermiamo con forza. A maggior ragione per quello che abbiamo detto sull’immigrazione. Numero chiuso dei migranti, blocco dei denari ai paesi Ue che non accolgono, investimenti per la cooperazione internazionale, un euro in cultura, un euro in sicurezza e ius soli. Questo è un ragionamento ampio”. 

Rispondendo ad un ascoltatore, poi, Renzi nega contraddizioni tra la posizione sullo ius soli e la frase “aiutiamoli a casa loro” riportata nel suo ultimo libro: “Abbiamo sempre detto che bisogna salvarli tutti ma che non li può accogliere tutti l’Italia. Aiutiamoli a casa loro vuol dire non fare come la Lega che in Africa ci portava i diamanti… Se dici aiutiamoli a casa loro e tagli sulla cooperazione internazionale sei ipocrita. Se dico aiutiamoli davvero a casa loro, andate a vedere cosa vuol dire”.

Fonte: http://www.stranieriinitalia.it/attualita/attualita/attualita-sp-754/renzi-il-pd-e-a-favore-dello-ius-soli.html

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In senato parte esame sullo ius soli

Roma, 5 luglio 2017 - Oggi in aula al Senato parte l’esame del ddl sullo ius soli. A decidere l’ordine del giorno dei lavori dell’assemblea è stata la conferenza dei capigruppo, al termine di una lunga discussione. Non mancano però perplessità che il calendario indicato possa essere rispettato alla lettera, sotto il profilo dei tempi. 
“Chi sperava in passi indietro dell’ultimo minuto, sarà deluso. Lo Ius soli sarà in Aula al Senato per la discussione generale da domani”, ha sottolineato ieri il senatore Pd Andrea Marcucci, aggiungendo: “Nonostante l’opposizione delle destre con l’esplicito sostegno del M5S, il Pd andrà avanti, come ha promesso il segretario Renzi a Milano, perchè si tratta di una legge giusta. Un minorenne che frequenta un ciclo di studi di almeno 5 anni, ha diritto di diventare italiano”.

Fonte: http://www.stranieriinitalia.it/attualita/attualita/attualita-sp-754/in-senato-parte-esame-sullo-ius-soli.html

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Rinnovo permesso, il rapporto di parentela col datore di lavoro non è sufficiente per ritenere fittizio il contratto

T.A.R. Emilia Romagna, sez. prima, sent. n. 956/2015 del 22/10/2015

La Questura, dopo la presentazione della domanda, ha chiesto di integrare la documentazione per accertare la capacità di mantenersi autonomamente sul territorio nazionale. La ricorrente ha prodotto un contratto di assunzione con una società di capitali amministrata dal marito della cugina presso la quale abita.
Orbene sicuramente la circostanza può indurre legittimi sospetti nell’amministrazione, ma non può ritenersi sicuramente fittizio il contratto sulla base dell’entità del reddito dichiarato dall’amministratore della società come persona fisica.
La società gestisce un ristorante ed è plausibile che possa avere bisogno anche part time di una persona tuttofare; inoltre la circostanza che il rapporto di lavoro sia nato per i rapporto di parentela che intercorre tra la ricorrente e la moglie dell’amministratore della società datrice di lavoro di per sé non deve far ritenere fittizio il rapporto stesso.

Fonte: 
https://avvmichelespadaro.wordpress.com/2017/07/06/rinnovo-permesso-il-rapporto-di-parentela-col-datore-di-lavoro-non-e-sufficiente-per-ritenere-fittizio-il-contratto/


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Visto per reingresso, non può essere negato se vi è stato un grave e documentato motivo familiare che ha costretto a trattenersi all’estero

T.A.R. Emilia Romagna, sez. prima, sent. n. 128/2016 del 22/10/2015

Proprio in tema, la circolare in data 10 maggio 1999 n. 300 /C/227729/12/207/1DIV (terza parte) del Ministero dell’Interno ha precisato che “in casi particolarmente gravi e debitamente documentati e valutati con particolare attenzione (es. decesso o imminente pericolo di vita di uno stretto congiunto ecc.) potrà essere consentito allo straniero richiedente la regolarizzazione (alias: il permesso di soggiorno) l’allontanamento dal territorio nazionale per un periodo di tempo limitato, finalizzato al reingresso”.
In tale ottica il motivo giustificativo dell’uscita dall’Italia del ricorrente rientrava proprio nell’ipotesi prevista nella citata circolare e quindi era da valutare adeguatamente e con “particolare attenzione”, al fine del reingresso e della regolarizzazione con permesso di soggiorno della posizione dell’interessato.

Fonte: https://avvmichelespadaro.wordpress.com/2017/06/27/visto-per-reingresso-non-puo-essere-negato-se-vi-e-stato-un-grave-e-documentato-motivo-familiare-che-ha-costretto-a-trattenersi-allestero/

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Più di un milione di romeni, 450mila albanesi e 420mila marocchini. la mappa

Più di un milione e 100mila romeni, 450mila albanesi e 420mila marocchini: queste sono le principali comunità di stranieri residenti in Italia nel 2016 secondo le rilevazioni dell’Istat.
Alcune di queste hanno una forte prevalenza femminile: in particolare quelle dell’Est Europa (quasi l’80% dei 230mila cittadini dell’Ucraina sono donne, ma percentuali simili si registrano anche dalla Russia, Polonia e Moldavia). Viceversa, dall’Egitto, Pakistan, Bangladesh e Senegal, tanto per rimanere tra i gruppi più numerosi, sono in prevalenza uomini coloro che risiedono nel nostro paese.
Una lettura più curiosa di questo valore numerico la si può ottenere incrociando con la popolazione totale del paese di provenienza (in questo caso i dati hanno fonte diversa, raccolti su Wikipedia).
Così, se la nutrita comunità cinese in Italia (280mila persone nel 2016) quasi scompare se confrontata con il miliardo di abitanti della Repubblica Popolare, al contrario gli albanesi in Italia rappresentano quasi l’8% di quelli in patria, seguiti dal 3% di rumeni e dal 2% di moldavi e, meno sorprendentemente, sammarinesi.
Nell’infodata seguente invece ci siamo concentrati sulla distribuzione della presenza di cittadini non italiani nel territorio nazionale e l’andamento nel tempo città per città.
A colpo d’occhio le mappe indicano chiaramente come nel centro-nord vi sia la maggiore presenza di stranieri sul totale della popolazione. E’ però al sud dove si sono registrati in questi ultimi cinque anni i tassi di incremento maggiori. Tra i capoluoghi di provincia Crotone, Foggia e Caltanissetta hanno visto dal 2012 al 2016 più che raddoppiare la presenza straniera; nello stesso periodo a Milano è cresciuta del 45%, a Roma del 62% e a Napoli del 67%.

Fonte: http://www.infodata.ilsole24ore.com/2017/06/21/piu-un-milione-romeni-450mila-albanesi-420mila-marocchini-gli-stranieri-italia/?refresh_ce=1

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La tassa sui permessi di soggiorno torna di nuovo. ecco il decreto

Con un decreto interministeriale del 5 maggio del ministero dell’Economia e delle Finanze e del ministero dell’Interno, pubblicato ieri nella Gazzetta Ufficiale, viene oggi in vigore la tassa sui permessi di soggiorno, cancellata l’anno scorso dalle sentenze dei tribunali e del Consiglio di Stato, che in parole povere hanno detto che il contributo sul permesso di soggiorno era “illegittimo, in quanto sproporzionato e d’ostacolo ai diritti degli immigrati e quindi non in linea con la normativa europea”.
 
Adesso, tenendo fino a un certo punto conto delle sentenze (che pur non dicendo con esattezza quanto doveva essere l’importo legittimo della tassa, parlavano di una cifra paragonabile con quella che si paga per la carta d’identità, poco più di 5 euro), il governo riporta in vita il contributo in misura dimezzata: invece di 80, 100 oppure 200 € adesso si pagherà 40, 50 oppure 100 € a seconda della durata del titolo di soggiorno.

Ecco il testo integrale del decreto, pubblicato ieri nella Gazzetta Ufficiale:

DECRETO 5 maggio 2017 

Modifica del decreto 6 ottobre 2011 relativo agli importi del contributo per il rilascio del permesso di soggiorno. (17A03919) (GU Serie Generale n.131 del 08-06-2017)

IL MINISTRO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE di concerto con IL MINISTRO DELL'INTERNO     

Visto il decreto legislativo 25 luglio 1998, n.  286  e  successive modificazioni   ed   integrazioni,   recante   «Testo   unico   delle disposizioni concernenti  la  disciplina  dell'immigrazione  e  norme sulla condizione  giuridica  dello  straniero  in  Italia»,  ivi,  in particolare, gli articoli 5, comma 2-ter e  14-bis,  come  modificati dalla legge 15 luglio 2009, n. 94, recante «Disposizioni  in  materia di sicurezza pubblica»;   

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394  e  successive  modificazioni   ed   integrazioni,   recante   il regolamento di attuazione del Testo unico in materia di immigrazione;   

Visto il regolamento (CE) n.  1030/2002  del  13  giugno  2002  che istituisce un modello uniforme per i permessi di soggiorno rilasciati a  cittadini  di  Paesi  terzi,  come   modificato   dal   successivo regolamento (CE) n. 380/2008 del 18  aprile  2008,  recante  «Modello uniforme per i permessi di soggiorno nell'Unione europea»;   

Visto il decreto del Ministro  dell'interno,  di  concerto  con  il Ministro della pubblica amministrazione e innovazione, del  3  agosto 2004, recante «Regole tecniche e di sicurezza relative al permesso ed alla carta di soggiorno»;   

Visto l'art. 7-vicies ter, lettera b), del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito, con modificazioni dalla legge 31 marzo  2005, n. 43, che prevede, a decorrere dal 1° gennaio 2006, il rilascio  del permesso di soggiorno elettronico, di  cui  al  regolamento  (CE)  n. 1030/2002 del Consiglio del 13 giugno 2002;   

Visto l'art. 7-vicies quater del citato  decreto-legge  31  gennaio 2005, n. 7, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  n.  43/2005 che, tra l'altro: pone a carico dei soggetti richiedenti la  corresponsione  di  un importo pari  almeno  alle  spese  necessarie  per  la  produzione  e spedizione del documento,  nonche'  per  la  manutenzione  necessaria all'espletamento dei servizi connessi;      prevede che l'importo e le modalita' di riscossione dei documenti elettronici siano determinati con decreti del Ministro  dell'economia e delle finanze, di concerto col Ministro dell'interno;  

Visto il decreto del Ministro  dell'economia  e  delle  finanze  di concerto con il Ministro dell'interno, del 6 ottobre 2011 concernente il  contributo  per  il  rilascio  ed  il  rinnovo  del  permesso  di soggiorno;   

Visto il decreto 23 luglio 2013 del Ministero dell'interno  recante le regole di sicurezza relative al permesso di soggiorno;   

Vista la sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea  del 2 settembre 2015 C-309/14;   

Vista la lettera della Commissione  europea  -  Direzione  generale migrazione e affari interni - del 9 novembre 2015, con la quale viene richiesto di comunicare le misure  atte  a  conformarsi  alla  citata sentenza della Corte di giustizia;   

Vista la procedura di infrazione 2014/4253;   

Vista la sentenza del Tribunale  amministrativo  regionale  per  il Lazio, sede di Roma, sez. II-quater, n. 6095/2016  con  la  quale  e' stato annullato il decreto ministeriale 6 ottobre 2011 «limitatamente ai  seguenti  articoli  (in  quanto  esplicitano  e/o   presuppongono direttamente la rilevata radicale illegittimita' dell'istituzione del contributo):    
art. 1, comma 1;      
art. 2, commi 1 e 2, nella sola parte in cui  si  riferiscono  al contributo di cui al precedente art. 1;      
art. 3».   

Vista la sentenza del Consiglio di Stato del  26  ottobre  2016  n. 4487 che, nel confermare la  sentenza  del  Tribunale  amministrativo regionale per il Lazio, sede di Roma, sez. II-quater,  n.  6095/2016, ha, tra l'altro, stabilito che:      «f) nel caso di specie, deve  essere  disapplicata,  per  effetto della sentenza della Corte di giustizia  dell'Unione  europea  del  2 settembre  2015,  in  C-309/14,  la  disposizione  del  comma   2-ter dell'art. 5 del decreto legislativo n. 286 del 1998, nella misura  in cui fissa gli importi dei contributi richiesti per tutti  i  permessi di soggiorno da un minimo di € 80,00 ad un massimo di    200,00,  in quanto costituenti nel  loro  complesso  un  ostacolo,  per  il  loro importo eccessivamente elevato, ai  diritti  conferiti  ai  cittadini stranieri  richiedenti  i  permessi  UE  di  lungo   soggiorno,   con conseguente illegittimita' del decreto  ministeriale  qui  impugnato, nelle parti gia' annullate dal T.a.r.»;      «21.1.  In  ottemperanza  della  presente  decisione   e   previa disapplicazione,  nei  limiti  sopra  esplicati,  del   comma   2-ter dell'art. 5 del decreto legislativo n. 286 del  1998,  alla  luce  di quanto  stabilito  dalla  Corte  di  giustizia,  le   Amministrazioni competenti ridetermineranno l'importo dei contributi,  nell'esercizio della loro discrezionalita', in modo tale che la loro  equilibrata  e proporzionale   riparametrazione   non   costituisca   un    ostacolo all'esercizio   dei   diritti   riconosciuti   dalla   direttiva   n. 2003/109/CE»;   

Vista la  nota  della  Presidenza  del  Consiglio  dei  ministri  - Dipartimento per le  politiche  europee,  dell'11  ottobre  2016,  n. 11727;   

Considerata la  necessita'  di  adeguare  la  disciplina  a  quanto previsto dall'art. 1, comma 1, decreto legislativo 29 dicembre  2016, n. 253;   

Considerato  che,  conseguentemente,  e'  necessario  riformare  il citato decreto interministeriale del 6 ottobre 2011;  

Ritenuto di dover rideterminare la misura del  contributo  previsto dall'art. 5, comma 2-ter del decreto legislativo 25 luglio  1998,  n. 286 per il rilascio e rinnovo del  permesso  di  soggiorno  a  carico dello straniero di eta' superiore ad anni diciotto, tenuto conto  dei costi di istruttoria e di integrazione degli stranieri;                                 

Decreta:                                  

Art. 1     

1.   L'art. 1, comma 1, del  decreto  del  Ministro  dell'economia  e delle finanze, di concerto con il Ministro dell'interno del 6 ottobre 2011, e' sostituito dal seguente:     
«Ai sensi dell'art. 1, comma 22, lettera b) della legge 15 luglio 2009, n. 94, la misura del contributo per il rilascio e  rinnovo  del permesso di soggiorno a carico dello straniero di eta'  superiore  ad anni diciotto e' determinata come segue:       

a) Euro 40,00 per i permessi di soggiorno di durata superiore a tre mesi e inferiore o pari a un anno;       

b) Euro 50,00 per i permessi di soggiorno di durata superiore a un anno e inferiore o pari a due anni;        

c) Euro 100,00 per il rilascio del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo  e  per  i  dirigenti  e  i  lavoratori specializzati richiedenti il permesso di  soggiorno  ai  sensi  degli articoli 27, comma 1, lettera a), 27-quinquies, comma 1, lettere a) e b) e 27-sexies, comma 2 del decreto legislativo 25  luglio  1998,  n. 286 e successive modificazioni e integrazioni». 

Art. 2    

1.     All'art. 3, comma  1,  lettera  e),  del  decreto  del  Ministro dell'economia  e  delle  finanze,  di  concerto   con   il   Ministro dell'interno del 6 ottobre 2011, dopo la parola  «richiedenti»,  sono inserite le seguenti: «il duplicato,».   

2.     All'art. 4  del  decreto  del  Ministro  dell'economia  e  delle finanze, di concerto con il Ministro dell'interno 6 ottobre 2011 sono apportate le seguenti modifiche:     

a) la rubrica e' sostituita dalla seguente: «Riparto delle  somme soggette a riassegnazione»;     

b) i commi 1 e 2 sono soppressi;     

c) al comma 3:       

1) l'espressione «La  restante  quota  del  gettito  conseguito attraverso la riscossione del  contributo  di  cui  all'art.  1,»  e' sostituita dalla seguente: «La quota  del  gettito  di  cui  all'art. 14-bis, comma 2, secondo periodo, del decreto legislativo  25  luglio 1998, n. 286,»;       

2) le parole «40%» e «30%», ovunque ricorrano, sono sostituite, rispettivamente, dalle parole «60%» e «20%»;       

3) dopo la locuzione  «di  competenza  del  Dipartimento  della Pubblica sicurezza», sono aggiunte  le  parole  «,  finalizzata  alle attivita' istruttorie inerenti al rilascio e al rinnovo del  permesso di soggiorno, secondo quanto previsto dall'art. 14-bis, comma 2,  del decreto legislativo n. 286/1998,». 

Art. 3

1.      Il presente decreto non comporta nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 

2.     Il  Ministero  dell'interno  provvede  allo  svolgimento  delle attivita' finanziate con  i  proventi  di  cui  all'art.  14-bis  del decreto  legislativo  25  luglio  1998,  n.  286,  con   le   risorse disponibili a legislazione vigente nel proprio stato di previsione.

Art. 4

1.     Restano ferme tutte le altre disposizioni contenute nel  decreto del Ministro  dell'economia  e  delle  finanze  di  concerto  con  il Ministro dell'interno del 6 ottobre 2011.

2.     Il  presente  decreto  sara'  registrato  a  norma  di   legge, pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale  della  Repubblica  italiana  ed entrera' in vigore il giorno successivo alla pubblicazione.

Roma, 5 maggio 2017
Il Ministro dell'economia e delle finanze Padoan
Il Ministro dell'interno Minniti

Registrato alla Corte dei conti il 29 maggio 2017

Ufficio controllo atti Ministero economia e finanze, reg.ne prev.  n. 760

FONTE:  http://shqiptariiitalise.com/te-jetosh-ne-itali/te-jetosh-ne-itali/eksperti-pergjigjet/la-tassa-sui-permessi-di-soggiorno-torna-di-nuovo-ecco-il-decreto.html

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Di nuovo il contributo per il permesso di soggiorno

Pubblicato il decreto del Ministero dell'Economia che definisce i nuovi contributi per il rilascio ed il rinnovo del titolo di soggiorno.In vigore il 9 giugno, il decreto ministeriale stabilisce l'ammontare del contributo. Pubblicata anche la circolare esplicativa del Ministro dell'Interno
in data 8 giugno 2017 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze che stabilisce la misura del contributo per il rilascio ed il rinnovo del permesso di soggiorno a carico dello straniero di età superiore  ai 18 anni. Il decreto entra in vigore in data 9 giugno 2017.
 
Il nuovo contributo si determina come segue:
 
 a) Euro 40,00 per i permessi di soggiorno di durata superiore a tre mesi e inferiore o pari a un anno;
 
b) Euro 50,00 per i permessi di soggiorno di durata superiore a un anno e inferiore o pari a due anni;
 
c) Euro 100,00 per il rilascio del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo  e  per  i  dirigenti  e  i  lavoratori specializzati;
 
Ricordiamo che la sentenza del Consiglio di Stato pronunciata in data 26 ottobre 2016 con Sentenza N.04487/2016, confermava la sentenza del TAR del Lazio N.06095/2016 del 24 maggio 2016 che annullava la tassa sul permesso di soggiorno all’ora prevista per un importo dalle 80 alle 200 euro a seconda del titolo richiesto.
 
Con questa iniziativa legislativa, il Ministero dell’Economia e delle Finanze fissa il nuovo contributo valido per tutte le tipologie di titolo previste dal decreto 5 maggio 2017 che modifica il decreto 6 ottobre 2011 relativo agli importi del contributo per il rilascio del permesso di soggiorno. Pubblicata anche la circolare esplicativa del Ministero dell’Interno.


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Istat: in italia meno residenti e più stranieri. continua calo nascite: -12mila sul 2015

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